Ma dove vai se la vision non ce l’hai?

“Non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove vuole andare”
[Lucio Anneo Seneca]

“Non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove vuole andare” | Lucio Anneo Seneca

Vision, Mission e Visione strategica: differenze e funzioni

Dopo un (troppo) lungo periodo in cui l’orientamento aziendale è stato generalmente orientato all’efficientizzazione dei processi senza grossi sforzi per vedere lontano, con il focus su l’execution, oggi si ritorna a parlare di concetti un tempo in auge: Mission, Visione e Visione Strategica.
Ed era ora. Specialmente in un mondo come quello in cui stiamo vivendo, questi concetti sono un riferimento prezioso per competere in modo focalizzato, ricco di senso e comprensibile agli stakeholders. Non sono un lusso riservato alle multinazionali, ma un fattore fondamentale per la governance, e per generare scelte manageriali e produttive efficaci sul breve, medio e lungo periodo.

Vision e Mission

Il termine Visione (vision) è utilizzato nel management strategico per indicare uno scenario futuro che riflette gli ideali, i valori e le aspirazioni di chi fissa gli obiettivi e motiva all’azione: tipicamente della Direzione. La Visione deve anche comprendere una panoramica generale del contesto nella sua evoluzione, nonché l’interpretazione a lungo termine del ruolo dell’azienda nel contesto economico e sociale, ovvero la Mission. NON è l’insieme degli obiettivi di lungo periodo, ma un loro riferimento ideale che fungerà da pilastro portante della loro formulazione.

Va detto che per molte aziende la formulazione di una Vision non è così ben specificata, traducendosi in statement generici tipo:
“Diventare leader di mercato nel settore xy”
“Essere un punto di riferimento per il settore zw”
Ciò è dovuto a diversi fattori, tra cui due sembrano essere i più determinanti: l’ottica a breve periodo che contrassegna soprattutto le piccole e medie imprese, e una innegabile difficoltà nell’immaginare quali potranno essere, in un mondo VUCA, i contesti futuri. Ma uno sforzo di fantasia è sempre opportuno.

Come diceva Dwight Eisenhower, generale in capo delle forze alleate sul fronte europeo dopo lo sbarco in Normandia, un piano di battaglia anche mediocre è sempre meglio di nessun piano.

Binocolo: la vision

La visione strategica in 6 passi

La Visione Strategica riguarda appunto il modo in cui ci si muoverà verso la Vision, seguendo uno schema in grado di tracciare una o più ipotesi di rotta verso lo stato finale desiderato. Tipicamente si implementa(va) in sei passi:

  1. sviluppo di una visione strategica
  2. definizione di obiettivi
  3. elaborazione di una strategia per il conseguimento degli obiettivi
  4. introduzione e implementazione della strategia scelta
  5. valutazione del feedback (risultati ottenuti)
  6. introduzione di eventuali misure correttive

Fino alla fine del secolo scorso questa struttura sequenziale esprimeva una certa efficacia, ma oggi le cose sono sensibilmente cambiate. In un contesto volatile, incerto, complesso e ambiguo, occorre riconsiderare in modo sistemico il concetto di Visione strategica.
E questo in due modi: anzitutto all’inizio, trovando una formulazione di visione strategica che abbia senso non solo per l’organizzazione, ma per l’organizzazione assieme al contesto in cui opera; in secondo luogo, comprendendo che i sei passi non sono una sequenza lineare, ma una struttura circolare in cui ogni elemento è sia causa che effetto di tutti gli altri.
In questa circolarità, il modo di procedere è feedback-operate: si va avanti step by step avendo come riferimento fisso la Vision, ma essendo pronti a ritornare sui propri passi per riaggiustare la rotta ridefinendo obiettivi, strategie, criteri di valutazione.

Cosa diventa importante in tempi come questi

Se tutto questo può sembrare a prima vista un eccessivo investimento di tempo e risorse, basta pensare a quello che può succedere invece quando si resta attaccati a un’impostazione strategica ideata per uno scenario che nel frattempo è cambiato radicalmente.
Le storie di successi ed insuccessi di tante aziende possono essere facilmente decodificate in base a questo fattore di importanza cruciale. In molte aziende ancora oggi si valutano le performance annuali in termini di fatturato o margine operativo, senza mettere questi dati a confronto con Vision, Mission e Visione Strategica. Questa consuetudine ha in sé un evidente rischio di indurre una fine da rana bollita.
L’impiego di una balanced scorecard capace di mettere assieme elementi di valutazione quantitativi con quelli qualitativi non solo potrebbe scongiurare il pericolo, ma costituire un check efficace rispetto al nostro cammino verso la Vision. In tema di asset competitivi, più lo scenario diventa imprevedibile, più la triade Visione-Missione-Visione strategica dovrebbe diventare per ogni azienda un elemento centrale di attenzione.

Articolo a cura di Camillo Sperzagni

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