La mappa della vacanza perfetta

Un breve “self coaching” per evitare le insidie della presa di decisione e fare un piano vacanze che ti darà molte soddisfazioni

Il tempo delle vacanze è prima di tutto – almeno cronologicamente – un tempo di decisioni: mare, montagna, itinerante? Appartamento oppure hotel? Italia o estero? E poi con chi? E come? Qualcuno potrebbe dire che lui no, non pianifica ma improvvisa: ebbene, anche in questo caso c’è stata una scelta impegnativa, quella di affidarsi al caso.
Insomma, possiamo dire che il decision making è la base di ogni vacanza, progettata o meno. Quindi, posto che non possiamo sfuggire alla necessità di fare delle scelte, vediamo almeno come farle nel modo più efficace.
E… mettiti comodo, perché questa è una vera e propria sessione di self coaching!

Chi si illude di poter ricorrere alla propria razionalità è bene che deponga la sua pretesa. Già nel 1963 Herbert Simon, psicologo premio Nobel per l’economia, aveva dimostrato un famoso teorema di “Razionalità Limitata”, che escludeva la possibilità di compiere qualunque scelta esclusivamente su base logica. Anzi, come più recentemente è stato dimostrato dal lavoro di Daniel Kahneman (anche lui Nobel per l’economia, ma nel 2002), la nostra mente è sistematicamente viziata da dei “bachi del ragionamento” che la portano sistematicamente fuori strada: i Bias Cognitivi. Ce ne sono davvero tanti.

Bias Cognitivi: tanti modi per sbagliare ragionamento

Quello che forse influisce più di tutti quando si tratta di vacanze, si chiama “Euristica della disponibilità”: in sostanza, siamo portati a farci un’idea conclusiva di come andranno le cose basandoci sui (pochi) dati che possiamo trovare subito a portata di mano: a volte basta l’opinione di qualcuno, una guida turistica, un articolo letto frettolosamente e senza farsi domande.

A questo punto interviene un altro Bias, il “Pregiudizio di conferma”: una volta che ci siamo fatti un’idea, anziché verificarla andiamo alla ricerca di tutte le informazioni che la possono confermare. E naturalmente ne troveremo a valanghe.

Se poi volete ispirarvi invece alle esperienze di viaggio di qualche autore famoso, oppure leggere una guida di un viaggiatore di successo, c’è già pronto per voi il Bias “Pregiudizio di sopravvivenza”: chi ha avuto successo o soddisfazione in qualcosa, riporta la propria esperienza come un modo infallibile per arrivarci. E noi, grazie al pregiudizio di sopravvivenza, siamo pronti a scambiare ciò che in realtà è frutto di molti fattori, tra cui la fortuna o il caso, come un foglio di istruzioni per avere successo a nostra volta. Questo Bias tra l’altro è quello che consente a chi ha fatto i miliardi di farne ancora di più vendendo i suoi pareri a centinaia di migliaia di vittime del Pregiudizio di Sopravvivenza: “Lui facendo così ce l’ha fatta, dunque anch’io…”

E se ci ripenso dopo avere già versato un anticipo o comprato i biglietti?

D’accordo: avete avuto nuove informazioni che vi spingerebbero a cambiare idea e riprogettare le vostre vacanze, ma avete già comprato i biglietti e/o magari anche versato un acconto per la location? E allora sospirate e vi dite: “ok, ma dato che ho già speso quei soldi…

Ma rifletteteci: è la stessa logica di chi al ristorante ordina un piatto che poi non gli piace e però, visto che comunque deve pagarlo, si sforza di mangiarlo. Col risultato di ottenere non una esperienza negativa (soldi spesi male) ma addirittura due (cibo ingurgitato controvoglia, che probabilmente gli resterà sullo stomaco). Ecco, pronto a fregarvi una volta di più, il Bias “Rifiuto della Perdita”: in altre parole, restare ostinatamente aggrappati a ciò che si ha anche a costo di rimetterci in un secondo tempo; oppure viceversa rifiutare opportunità vantaggiose per non correre rischi contenuti.

E’ sempre questo Bias che ci fa considerare molto di più i rischi rispetto alle opportunità. Approfittereste di uno sconto per un weekend al mare dopo aver visto sul meteo che ci sono cinquanta probabilità su cento che piova tutto il tempo contro cinquanta che faccia bello? Comprereste un biglietto aereo a cento euro invece di 200 sapendo che avete il cinquanta per cento di probabilità di essere in overbooking e rimetterci i cento euro?

Questo Bias pare essere un lascito di altri tempi, condensato nel motto “meglio un uovo oggi che una gallina domani”. A volte può essere vero – in condizioni di particolare ristrettezza di risorse o di tempo – ma spesso nel mondo odierno si traduce invece in uno spreco di possibilità alternative che dopo vi troverete a rimpiangere.

Facciamo un po’ di ordine!

Se possiamo fidarci così poco di noi stessi, come possiamo fare dunque per programmare una vacanza che ci farà felici? Contrariamente a quanto si pensa, la prima cosa da fare non è quantificare il budget che si ha a disposizione, ma mettere in chiaro a se stessi che cosa si vuole ottenere andando in vacanza.

Relax? Nuove conoscenze? Forma? Botta di vita? Spesso non c’è una sola ragione, ma diverse, anche in antitesi tra loro. Si può allora usare una strategia chiamata in PNL Gerarchia dei criteri”. In questo caso i criteri sono le finalità che volete soddisfare andando in vacanza. Cominciate dunque a metterli nero su bianco, e a disporli poi in ordine di importanza. Esempi di obiettivi possono essere frasi come: “Conoscere persone nuove e interessanti”; “Rilassarmi nella natura”; “Godermi il mare”; “Visitare tanti luoghi nuovi e stimolanti”.

Scegliete i primi tre, poi chiedetevi con quali azioni e comportamenti li volete soddisfare: cercate di trovare almeno tre- quattro possibilità per ogni criterio. Ad esempio l’obiettivo “Rilassarmi nella natura” potrebbe essere alternativamente soddisfatto con azioni tipo:

  • Andare in un campeggio nella natura incontaminata”
  • “Scegliere un residence con ogni comfort in un parco naturale”
  • “Fare un trekking assistito lungo la costiera tal dei tali” e via dicendo.

A questo punto scegliete, tra tutte le azioni che avete elencato, quelle che sono compatibili non solo con il loro obiettivo ma anche con gli altri due che avete scelto. Nell’esempio fatto prima, l’azione “Scegliere un residence con ogni comfort in un parco naturale” può soddisfare i criteri “Rilassarmi nella natura” e magari “Godermi il mare”, ma più difficilmente si adatta a “Visitare tanti luoghi nuovi e stimolanti”.

Può essere che a questo punto dobbiate fare una scelta di campo. 

Esaurito tutto questo, confrontate le azioni e comportamenti che avete elencato rispetto ai tre classici vincoli di ogni progetto: tempo, costi, qualità. Ad esempio, se il comportamento che volete agire fosse “Andare in un campeggio nella natura incontaminata”, dovreste specificare quale campeggio, come, dove, quando e a che prezzo, confrontandone la compatibilità con le altre azioni che giudicate necessarie per godervi la vacanza.

In questo modo, tra le possibilità concrete per agire i comportamenti che sottostanno ai vostri obiettivi, sceglierete quelle che realizzano il miglior compromesso per voi. Ne risulterà infine una tabella dove ogni cosa che volete fare per soddisfare i vostri obiettivi sarà messa nero su bianco, con tempi, costi e livello di qualità: la Mappa della Perfetta Vacanza.

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[A cura di Camillo Sperzagni]

 

 

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