La mente che corre

Uno studio condotto dall’università di Exeter (UK) conferma l’efficacia delle tecniche PNL per imparare meglio, più in fretta e con più soddisfazione (Kudliskis and Burden, 2009).

La complessità del mondo contemporaneo sollecita sempre più il bisogno di elaborare informazioni e acquisire nuovi schemi, in una parola di imparare. Studenti ed esperti di ogni settore sono sottoposti a ritmi serrati per acquisire gli standard di conoscenza richiesti, con un enorme sforzo in termini di tempo e fatica: sono chiusi in casa , in biblioteca , in ufficio mentre fuori nel mondo continuano a capitare cose interessanti e significative. Ma ora tutto questo può essere cambiato, perché alcune scoperte della ricerca sperimentale consentono di affrontare l’apprendimento in modo più efficace, veloce e motivante.
Gli alunni della sesta classe del corso A Level Psychology dell’Università di Exeter (UK), hanno partecipato per un periodo di 9 mesi ad un monitoraggio sui loro risultati scolastici, dopo aver partecipato a seminari focalizzati di tecniche PNL sull’apprendimento. I workshop hanno fornito una conoscenza dei principi di base della PNL, tecniche per capire e ridefinire le proprie credenze sull’apprendimento e strumenti per la buona definizione degli obiettivi.
A percorso terminato la cosa che ha maggiormente colpito è stata la potenza delle credenze nel determinare l’esito dell’esame e l’importanza di definire bene i propri obiettivi per poterli raggiungere. Questo stupore e la soddisfazione per aver capito qualcosa di importante traspare dalle voci dei ragazzi…

“Ora so a cosa sto puntando. Penso sia davvero una gran cosa sapere, invece di andare solo avanti e sperare che finisca bene.”  (Jake).

 

 “Le convinzioni hanno un grande potere su di me. Ho trovato l’approccio PNL davvero interessante,  mi ha dato un sacco di tecniche differenti per cambiare il mio atteggiamento e  diventare la persona che mi piace essere” (Amy). 

 

 

“Se avessi saputo della PNL prima avrei fatto molto di più a scuola. Prima non  sapevo come parlarmi e come riformulare le mie convinzioni e aspettative. Credo che al giorno d’oggi, con la quantità di stress che i giovani passano la PNL può aiutare ad  alleviare lo stress  e a realizzarsi meglio” (Deeanne).

 

“Penso che la PNL non solo ha influenzato il mio apprendimento a scuola, ma mi ha davvero aiutato in altre situazioni come ad esempio imparare a guidare. Sicuramente continuerò ad usarla” (Mattia)

 

Finalmente un'esperienza pilota anche in Italia

 

In Italia l’Istituto di PNL Sistemica Modelli di Comunicazione ha iniziato a lavorare con gli strumenti PNL su quelle aree di rilievo indicate dall’esperienza delle case history dei campus e dalle indicazioni delle scienze cognitive. Nei gruppi sono emerse, come nel caso dei ragazzi UK, le stesse intuizioni rispetto all’apprendimento.

“Inquadrare l’obiettivo ben formulato per me è stato fondamentale. Non avevo finora capito che implicazioni avesse.” (Tessa)

 

Rebecca, una studentessa precisa e organizzata, ha focalizzato la sua attenzione sulla necessità di sviluppare subito relazioni fluide con l’esaminatore: “Ho capito che grande parte del voto dipende da quanto riesco ad entrare in sintonia con il prof. Saper fare questo fa la differenza.”

La PNL : una leva potente per le sfide dell’apprendimento

 

La Programmazione Neurolinguistica ha un approccio molto pratico e diretto ai temi dello sviluppo personale, elaborando strumenti veloci ed efficaci. L’obiettivo di questa metodologia è:

  1. identificare le strutture cognitivo comportamentali che danno successo e benessere personale
  2. modificare le strutture cognitivo comportamentali di ciascuno nella direzione del successo e del benessere.

Partendo da intuizioni (rappresentazioni mentali, filtri cognitivi…) che vengono ora via via supportate dalle scoperte delle neuroscienze, la PNL lavora esattamente sulle aree individuate come critiche nell’apprendimento: la formulazione degli obiettivi, il riconoscimento e potenziamento dello stato emotivo, la ristrutturazione di convinzioni limitanti  e visioni del mondo avverse, lo sviluppo di relazioni fluide e proficue.

Potenziare la memoria? Aiuta ma non basta

 

Diciamolo francamente: non sempre le scuole e università tradizionali affrontano la sfida dell’apprendimento in modo efficace e strutturato. Gli impianti didattici si ispirano ancora a modelli della mente di tipo idraulico, il cervello è pensato come un serbatoio da riempire, la cui capacità con lo sforzo e la pratica può essere ampliata, e non si capisce bene se per cedimento delle pareti o compressione delle informazioni.
Sulla base di questo modello proliferano le proposte di supporto all’apprendimento che lavorano su memoria e lettura veloce. Il modello “idraulico” (o computazionale) non tiene conto della struttura della nostra mente che è viva, della sua capacità di connettere, creare significato, crescere, rinnovarsi. E non tiene conto delle fatto che la mente è parte dell’essere umano, con le sue convinzioni, emozioni, filtri cognitivi, preferenze e abilità.

 

Il lavoro fondamentale per diventare studenti eccellenti è potenziare il proprio stile cognitivo. Ciascuno ha un sistema unico ed eccellente per imparare, ed è uno spreco non valorizzare questa irripetibile combinazione cognitiva.
Siamo orientati a percepire ed elaborare secondo uno stile visivo, auditivo o cenestesico? Siamo attenti al quadro di insieme o ai dettagli? La nostra attenzione è subito catturata dalle differenze o dalla somiglianza?
Conoscere il proprio stile cognitivo è il primo passo per potenziarlo e partire con il vento a favore.

 

Le strategie per diventare un “First class learner”

…O come diremmo noi, un “imparatore” di prima classe. Nei campus di USA e UK è tradizione sollecitare, raccogliere e diffondere le testimonianze di studenti di successo che raccontano se stessi, le  difficoltà e le strategie efficaci. Queste case history sono così importanti da essere raccolte nella sezione  Student Success Stories del sito istituzionale di ogni campus, sezione aggiornata con cura e regolarità. Dall’analisi di queste storie si evidenziano alcune capacità, o meglio strategie ricorrenti, degli studenti di successo. Lo diciamo subito, nessuno si distingue per memoria eccezionale, velocità o spirito di sacrificio. Anzi. Le strategie vincenti sono:

  • esprimere desideri , sognarli ad occhi aperti, e trasformarli in un obiettivo
  • cercare attivamente uno stato emotivo di apertura, curiosità e fiducia
  • disponibilità a rischiare, sbagliare e a non essere eccellenti
  • desiderio di condividere idee e conoscenza

Le scienze cognitive e i recenti sviluppi delle neuroscienze ci dicono che l’apprendimento è organizzato attorno a uno scopo, avviene su base motoria, ovvero si basa sulla simulazione dell’azione ed è perciò sensorialmente basato. Ci dicono infine che la percezione e quindi l’apprendimento sono legati ai  filtri cognitivi e alla rappresentazione di noi stessi e del mondo che abbiamo, e ancora che le emozioni determinano in maniera significativa l’entità dell’apprendimento, inibendo o promuovendo connessioni sinaptiche.

 

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