Innovazione e ripresa possono anche partire dal basso

6 strategie di sviluppo che ogni azienda può adottare da subito

Gli anni crisi economica e produttiva che abbiamo attraversato e il fatto che ancora stentiamo a vedere con chiarezza l’inizio della ripresa mettono in luce le sfide che tutti noi come imprese dobbiamo cogliere per rimetterci in moto e correre facendo, così, correre anche l’economia italiana ed europea.
Alcuni elementi, che spesso vengono valutati come punti critici, emergono dalla situazione attuale e si propongono come possibili percorsi di innovazione, come possibili leve di un cambiamento organizzativo efficace e lungimirante.
Oggi, noi imprese di ogni dimensione e di ogni settore, sul versante dell’organizzazione interna cioè del nostro sistema operativo e manageriale, dobbiamo sempre più spesso confrontarci e rispondere alla pressione generata da un’insufficiente attenzione e valorizzazione alle nostre risorse interne e, innanzitutto, delle nostre Risorse Umane, le nostre persone, il nostro “Capitale Sociale”.
È ormai luogo comune dire e affermare che oggi la redditività di un’impresa poggia sulla sua capacità di stimolare e coordinare la responsabilità delle persone e dei team che ingaggia, il loro senso di “appartenenza” e “condivisione” di un progetto e di un’identità precisa e chiara (l’identità d’impresa, appunto).
Su quali leve, allora, possiamo agire, con quali strategie organizzative “di base” possiamo operare per innescare, da subito, ripresa e innovazione?

Ne indichiamo alcune:

1. Creare team di successo
Perché i team creano comunità di scopo, generano responsabilità verso gli obbiettivi, disciplina, fiducia e forte cooperazione-competizione tra le persone che li compongono. Un team ben amalgamato e ben coordinato funziona come un vero e proprio centro di profitto, misurabile sulla produttività e la redditività che produce.
Team efficaci sono guidati da leader “visionari e intuitivi”, cioè manager capaci di attivare, mobilitare, motivare e coinvolgere tutte le risorse interne del team e dell’impresa, leader che sanno creare e promuove missione, condividere valori, chiarire finalità e obiettivi.

2. Sviluppare leader di successo e leadership diffusa
Per coinvolgere, condividere, motivare poiché queste sono queste le leve dell’eccellenza, sono gli strumenti che guidano noi imprese che guidiamo e diamo visone al business che intraprendiamo.
Coinvolgere per generare scambio e cooperazione, per dissolvere i problemi, per offrire nuovo senso ai nostri collaboratori, inclusivo e attivante.
Condividere per realizzare gli obbiettivi e perseguire il successo, per riconoscerlo e festeggiarlo. Condividere per dare fiducia alle persone che operano con noi (sono le risorse che fanno l’impresa), per gestire le differenze, per accogliere e sfruttare le punte aguzze, incanalare e rendere produttivi i conflitti.
L’eccellenza si genera quando i leader d’impresa si occupano, sempre, delle persone e delle relazioni, delle attività che svolgono e degli obbiettivi che raggiungono. L’eccellenza si ottiene quando i leader imparano e vogliono mettere in gioco la loro competenza, la loro reputazione, le loro emozioni. Perché non si fa il leader, si è leader e si influenza chi ci sta intorno in ogni momento; perché le persone sono risorse e al sta al leader decidere in che modo trasformare il loro operato in risultati.

3. Sostenere e promuovere la motivazione delle persone e dei team
Infatti tutti siamo motivati (ci muoviamo verso una direzione, sempre) e la de-motivazione non esiste. Ma, la motivazione è un attributo mobile e mutevole nel sistema di credenze, finalità e valori di una persona e di un’impresa. La motivazione può cambiare verso, può spingere verso direzioni differente da quelle utili e/o preferite dal sistema-impresa.
Un leader d’eccellenza perciò sa, o impara a sapere, che la motivazione può essere riposizionata e ridefinita nello scambio, nella relazione tra lui e i suoi collaboratori quindi la sa presidiare intensamente e continuativamente, sa trasformarla in strumento di realizzazione e di riallineamento agli obbiettivi e alle finalità organizzative.

4. Gestire le emozioni per eccellere nel business
Le emozioni sono una risposta efficace e intelligente del nostro sistema nervoso alle sollecitazioni che l’ambiente in cui viviamo ci invia. Con le nostre risposte emotive “guidiamo, orientiamo, coloriamo” anche le nostre relazioni di lavoro, configuriamo il nostro specifico modo di vivere con colleghi, collaboratori, capi.
Le nostre emozioni, quindi, sono il terreno su cui costruiamo il nostro successo (o insuccesso quando non le sappiamo gestire).
Le più recenti scoperte delle Neuroscienze ci dicono che è possibile imparare a gestirle in modo efficace e funzionale. Ciò significa che con il sostegno di stati emotivi adatti possiamo darci e dare movimento e direzione (motivazione) ai nostri collaboratori, possiamo superare difficoltà, guidare con efficace, prevenire lo stress da management intenso.

5. Sviluppare autostima per sviluppare capacità di influenzamento e coinvolgimento dei collaboratori
Spesso i blocchi a una leadership efficace sono dentro di noi. Ciò significa che spesso non sappiamo utilizzare in modo adeguato le nostre risorse, che, a volte, non le sappiamo nemmeno riconoscere. A tale scopo l’aumento e la valorizzazione della stima che abbiamo di noi stessi è una leva strategica e fondamentale per costruire il nostro successo.
Leader e manager d’eccellenza hanno imparato a scoprire e rendere più ampia la loro percezione di sé, a diventare consapevoli dei propri punti di forza, a far emergere il loro potere di influenzamento e di coinvolgimento delle persone con cui operano (clienti e fornitori) e di cui coordinano il lavoro (collaboratori).

6. Sviluppare la capacità di decidere con autorevolezza e consapevolezza
Nei contesti dinamici, una percezione della situazione troppo lenta o inadeguata può guidarsi nella direzione di una decisionale inefficace o sbagliata. In contesti di economici e di mercato turbolenti e incerti le regole apprese e l’esperienza maturata possono nascondere trappole. In questi casi, allora, occorre apprendere nuove abilità, nuove routine, nuove modalità di pensiero e di comportamento, è necessario imparare a riconoscere gli schemi automatici da “buon senso” ed “esperienza maturata” perché questi possono condurci verso trappole, inganni ed errori di valutazione. Occorre, quindi imparare a imparare, apprendendo ad adattare di volta in volta punto di vista e percezione, ad rendere flessibili i nostri schemi cognitivi e valutativi al fine di apprendere a portare velocemente l’attenzione sui fattori e gli elementi di che ci permetteranno di fare la differenza e di decidere in modo adeguato ed efficace.

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