DONNE CHE SANNO FARSI ASCOLTARE
Si impara in scena: public speaking, teatro e team coaching
Un percorso di formazione esperienziale, per prendere la parola e farla contare
Public speaking, teatro e team coaching per allenare la voce che hai già, e decidere tu come usarla.
Una stagione di lavoro: 14 serate dal vivo a Milano e 6 incontri di team coaching online.
Periodo: dal 23 novembre 2026 a giugno 2027
Incontri dal vivo: il lunedì, dalle 19.00 alle 22.00
Team coaching: 6 sessioni online da circa un’ora e mezza
Sede: Modelli di Comunicazione, Via Garofalo 4, Milano
Posti disponibili: 12
Trainer: Valentina Ferrari e Monica Faggiani
Quanto ti costa farti ascoltare?
Forse conosci quel momento. Sei in riunione e hai un’idea chiara. Prima di parlare fai un calcolo veloce: come dirlo, con che tono, che effetto farà interrompere. Quando finalmente prendi la parola, la conversazione è già andata avanti. Oppure parli, e la tua proposta cade nel vuoto. Dieci minuti dopo qualcun altro dice la stessa cosa, con parole quasi identiche, e il tavolo annuisce: buona idea. O ancora, riscrivi una mail tre volte per togliere ogni traccia di durezza. Aggiungi un «scusa se insisto», un «magari», un sorriso nella voce. Poi un giorno vai dritta al punto, e qualcuno ti fa notare che sei stata un po’ brusca.
Sono scene piccole, e per questo passano inosservate. Hanno però una struttura precisa: un doppio messaggio. Sii assertiva, ma senza esagerare. Fatti valere, ma resta gradevole. Qualunque registro scegli, sembra quello sbagliato. E il costo va oltre l’idea persa in riunione. È l’energia che finisce nel controllo del tono invece che nel contenuto. È la volta successiva in cui parli un po’ meno. È un ruolo raggiunto che ancora non senti del tutto tuo.
Il vincolo che portiamo dentro
Il doppio messaggio arriva da fuori, ma con gli anni si trasferisce all’interno. Diventa una voce che parla prima di te: «non sono capace», «non è da me», «se insisto divento antipatica», «certe cose non si dicono». Sono convinzioni nate spesso per proteggerci. Col tempo smettono di sembrare idee e cominciano a sembrare la realtà.
In PNL diciamo che ciascuna persona si muove dentro una mappa, e che la mappa non è il territorio. Quando le convinzioni diventano confini, la mappa si restringe. I registri disponibili si riducono a uno o due, e tutti gli altri finiscono nella zona del «non fa per me». Il territorio intanto resta molto più ampio.
Farsi ascoltare è un’abilità che si allena
Le risposte più diffuse lavorano in superficie: parlare più forte, imitare uno stile più duro, oppure diventare ancora più accomodanti. Cambiano il comportamento e lasciano intatte le convinzioni che lo generano. Per questo durano poco.
Questo percorso lavora su entrambi i livelli. Da una parte gli strumenti: corpo, voce, struttura del discorso, assertività. Dall’altra le convinzioni che decidono quali di questi strumenti ti concedi di usare. Remissività, assertività e perfino aggressività smettono di essere etichette e diventano registri da scegliere, ciascuno nel momento giusto. Il problema raramente è lo strumento. È la mancanza di scelta.
Perché il teatro
Il teatro è la porta d’accesso a tutto questo. In scena puoi indossare un personaggio diverso da te: una donna che dice no senza scusarsi, che interrompe chi la interrompe, che resta in silenzio e lascia lavorare il silenzio. Il personaggio fa da permesso. Mentre lo interpreti, sperimenti dall’interno convinzioni e modi di stare che nella vita quotidiana ti sembrano lontani, e il corpo scopre che sono possibili.
Poi torni a te, con una mappa più ampia. Lo scopo è arricchire il tuo stile: renderlo più flessibile, più consapevole, capace di scegliere. Diventare un’altra non c’entra.
Il palco è anche una palestra molto concreta. Tenere la scena significa gestire respiro, voce, postura e ansia da esposizione: gli stessi strumenti che servono quando tocca a te parlare davanti al board, a un cliente, alla tua squadra. Ed è un luogo protetto, dove puoi provare, sbagliare, ripetere e infine osare.
E poi c’è il gruppo: donne con ruoli e storie diverse, che si riconoscono nelle stesse scene. Spesso è lì che una difficoltà vissuta come personale si rivela per quello che è, uno schema condiviso. Proprio per questo si può trasformare.
Tre strumenti, un percorso
Teatro. Personaggi, improvvisazione e lavoro corale per sperimentare convinzioni e registri diversi dai propri; corpo, voce e presenza scenica, perché ciò che dici e il modo in cui lo dici vadano nella stessa direzione.
Public speaking. Struttura e sintesi di un discorso, gestione dell’ansia da esposizione, costruzione di uno speech personale.
Team coaching. Sei sessioni online con Valentina Ferrari, coach PCC ICF e ACTC. Il gruppo lavora come una squadra sugli obiettivi di ciascuna, sui bias e sugli stereotipi incontrati in contesti professionali reali, e porta nel lavoro di tutti i giorni ciò che ha sperimentato in scena. Il filo che li unisce è la PNL Sistemica, l’approccio con cui Modelli di Comunicazione lavora da oltre 25 anni sul linguaggio e sul cambiamento: lo strumento che permette di riconoscere le convinzioni limitanti e di ristrutturarle.
A chi è rivolto
Il percorso è riservato a un gruppo di sole donne, per lavorare su esperienze condivise in uno spazio di fiducia. È pensato per:
- chi sta diventando manager e sente che la propria voce non ha ancora il peso del nuovo ruolo;
- chi guida un team o siede a tavoli dove farsi ascoltare richiede ogni volta uno sforzo in più;
- chi ha raggiunto un ruolo senior e vuole una comunicazione più assertiva e più libera;
- chi desidera far sentire la propria voce nella vita professionale o personale, e vede nel teatro un modo concreto per farlo.
Come funziona
Una sera ogni due settimane circa, da novembre a giugno: 14 incontri dal vivo di tre ore e 6 sessioni online di team coaching di circa un’ora e mezza. Sono circa 50 ore di lavoro, distribuite in modo sostenibile accanto agli impegni di tutti i giorni.
Gli strumenti si usano da subito.
La conduzione si alterna fra le due trainer: Valentina Ferrari porta la cornice formativa, Monica Faggiani quella attoriale. Nei momenti in cui la messa in scena è centrale, cioè l’avvio, la costruzione scenica di marzo e la prova generale, sono in aula insieme.
A giugno il percorso si chiude con la serata finale a Modelli di Comunicazione, aperta alle persone vicine alle partecipanti: una parte corale nata dal lavoro della stagione e uno speech individuale per ciascuna. A settembre 2027 un incontro online di follow-up riunisce il gruppo dopo l’estate.
Cosa porti con te
- Un modo diverso di stare in riunione, già dalle prime settimane. Prendi la parola senza aspettare il momento perfetto, e la tieni anche quando qualcuno prova a interromperti.
- Una voce e un corpo che dicono la stessa cosa. Respiro, postura e tono che sostengono quello che vuoi dire, invece di attenuarlo.
- La libertà di scegliere il registro. Morbido, fermo, ironico, anche duro quando serve: sono strumenti che sai usare, e decidi tu quando usarli.
- Una mappa più ampia. Le convinzioni che ti tenevano dentro pochi registri, riconosciute e messe alla prova in scena: interpretare un’altra donna ti mostra che quel modo di stare è possibile anche per te.
- Il tuo speech, davanti a un pubblico vero. Scritto, provato e portato in scena: la prova concreta, per te prima che per gli altri, di chi sei diventata in questi mesi.
- Una rete di donne che conoscono la tua strada. Un gruppo che per mesi, anche attraverso il team coaching, ha lavorato con te, e che resta un punto di confronto anche dopo giugno.
Contenuti dei moduli
Avvio: il gruppo, il corpo, la voce
Prima di lavorare su cosa dire, si lavora su chi lo dice. Il gruppo prende forma e il corpo diventa il primo strumento di comunicazione.
- Il patto di lavoro. Ciascuna mette a fuoco che cosa vuole cambiare nel proprio modo di farsi ascoltare, e il gruppo si dà le regole per lavorare in fiducia.
- Il radicamento. Come stare in piedi con stabilità: la postura comunica sicurezza, o insicurezza, prima ancora delle parole.
- Il respiro. La respirazione diaframmatica sostiene la voce e abbassa l’agitazione nei momenti di esposizione.
- La proiezione della voce. Farsi sentire in fondo alla sala senza alzare il tono e senza sforzare la gola.
Come parlano le donne, e come vengono ascoltate
Da decenni la linguistica studia le differenze nel modo di parlare di donne e uomini. Conoscerne le letture principali aiuta a riconoscere ciò che accade in una riunione, senza scambiarlo per un difetto personale.
- Il modello del deficit (Robin Lakoff). La prima lettura, degli anni Settanta: il linguaggio femminile come più incerto e pieno di attenuazioni. Utile da conoscere, proprio per superarla.
- Il modello del dominio (Dale Spender). Le differenze come effetto dei rapporti di potere: chi parla di più, chi interrompe, chi decide gli argomenti.
- Il modello della differenza (Deborah Tannen). Due stili, uno più orientato alla relazione e uno più orientato alla posizione, che spesso si fraintendono.
- Il modello dinamico. Lo stile comunicativo come qualcosa che si costruisce e si adatta al contesto, e che quindi si può cambiare.
Le convinzioni e la scelta del registro
È il cuore del percorso. Spesso quello che ci impedisce di farci ascoltare vive dentro di noi prima che nella stanza: qui si lavora sulle convinzioni e si allena la libertà di scegliere come parlare.
- Le credenze limitanti. Riconoscere frasi interiori come «non sono capace», «è impossibile», «non si deve», e imparare a ristrutturarle con gli strumenti della PNL Sistemica.
- Tre registri, una scelta. Remissività, assertività e aggressività, ciascuna con il suo rovescio della medaglia: allenarsi a usarle consapevolmente, invece di subirne una sola per abitudine.
- L’umorismo come strumento. Riscrivere con ironia un episodio vissuto sul lavoro. Partendo dagli studi di Gregory Bateson, l’umorismo diventa un modo per cambiare il significato di una situazione.
- Il silenzio e la parola. Le quattro modalità con cui, spesso senza volerlo, una persona viene ridotta al silenzio: interrompere, cambiare argomento, non rispondere, reinterpretare ciò che ha detto. E le strategie concrete per riprendere la parola.
- In scena. Improvvisazioni costruite apposta per essere interrotte, in cui allenare queste strategie in tempo reale.
Costruire un discorso, costruire una storia
Dagli strumenti alla forma: imparare a dire molto in poco tempo, e trasformare la propria esperienza in un racconto che resta.
- La struttura di un discorso efficace. Apertura, sviluppo e chiusura, e il ruolo di ciascuna parte.
- Il Key Point Speech. Un solo messaggio chiave, sostenuto da tutto il resto del discorso.
- La regola del tre. Un metodo semplice per sintetizzare e farsi ricordare.
- L’elevator pitch. Presentare sé stessa o un’idea in un minuto, con lo schema AIDA: attenzione, interesse, desiderio, azione.
- Il viaggio dell’eroina. La struttura narrativa che Christopher Vogler ha ricavato da miti e film, applicata alla propria storia professionale o personale e portata in scena.
Il tuo speech
Ciascuna partecipante scrive, prova e affina il proprio intervento per la serata finale, con il sostegno del gruppo.
- La scrittura. Una prima versione costruita su tre domande: chi sono, che cosa voglio dire, perché a questo pubblico e adesso.
- I primi rodaggi. Lo speech portato in scena in piccoli gruppi, con un feedback reciproco su voce, corpo e testo.
- La presenza scenica individuale. Lavoro a tu per tu su voce, postura e gestione dell’ansia da esposizione.
- La rifinitura. L’ultima messa a punto del testo, integrando quanto emerso nel team coaching.
In scena
Il lavoro della stagione prende forma davanti a un pubblico.
- La prova generale. Il passaggio completo della parte corale e degli speech, nell’ordine e nella forma definitivi.
- La serata finale. Una parte corale nata dal lavoro teatrale dell’anno e uno speech individuale per ciascuna, davanti a un pubblico di persone vicine alle partecipanti.
Team coaching (online)
Il team coaching è un lavoro in cui il gruppo, accompagnato da una coach, si muove come una squadra: su obiettivi condivisi, sulle proprie dinamiche, sulle situazioni reali che ciascuna porta. Sei sessioni online da circa un’ora e mezza.
- Obiettivi e dinamiche. Gli obiettivi individuali e di gruppo, e le relazioni fra donne che condividono lo stesso tema partendo da ruoli diversi.
- Bias e stereotipi. Le situazioni vissute in contesti professionali reali, portate dalle partecipanti e lette insieme.
- Prepararsi all’esposizione. Nel mese che precede la serata finale, la preparazione anche emotiva al momento in cui si sale sul palco.
- Follow-up.Dopo la pausa estiva il gruppo si ritrova per verificare, a mente fredda, che cosa è rimasto del percorso e come lo si sta usando.
Informazioni pratiche
Calendario 2026-27
Incontri dal vivo il lunedì, dalle 19.00 alle 22.00:
- 23 novembre · 14 dicembre · 11 e 25 gennaio · 8 e 22 febbraio · 8 e 22 marzo · 12 e 26 aprile · 10 e 24 maggio · 14 giugno
- Serata finale: 21 giugno
- Team coaching online: 6 sessioni serali da circa un’ora e mezza, da dicembre a maggio
- Follow-up online: settembre 2027
Sede del corso
Milano, via Garofalo 4
(MM2 Piola)
Il team coaching si svolge online su piattaforma Zoom
Costo
Quota: 1.600€ IVA inclusa
Quota agevolata: 1.300€ IVA inclusa, per allieve ed ex allieve di Modelli di Comunicazione e per le socie delle associazioni partner
Iscrizione in coppia: 20% di sconto per ciascuna, non cumulabile con la quota agevolata
Come iscriversi
La preiscrizione online costa 120€, si scala dalla quota e ti riserva il posto. Il resto si paga in tre rate: la prima entro il 23 novembre, la seconda entro gennaio 2027, la terza entro maggio 2027. Se il corso non raggiunge il numero minimo di partecipanti, la preiscrizione viene rimborsata per intero.
Come iscriversi
Quota: 1.600€ IVA inclusa
Quota agevolata: 1.300€ IVA inclusa, per allieve ed ex allieve di Modelli di Comunicazione e per le socie delle associazioni partner
Iscrizione in coppia: 20% di sconto per ciascuna, non cumulabile con la quota agevolata
Qui il link per la pre-iscrizione: https://www.modellidicomunicazione.com/prodotto/pre-iscrizione-donne-in-scena/
Domande frequenti
Quanto tempo richiede? Una serata di tre ore circa ogni due settimane, più una sessione online di circa un’ora e mezza al mese da dicembre a maggio.
Devo avere esperienza teatrale? No. Il lavoro scenico è calibrato per chi sale su un palco per la prima volta come per chi lo ha già fatto.
Gli incontri sono in presenza? I 13 incontri e la serata finale sono in presenza a Milano. Team coaching e follow-up sono online.
Posso pagare a rate? Sì. Dopo la preiscrizione di 100€ la quota si divide in tre rate, la prima entro l’avvio del corso.
Cosa succede se il corso non parte? Se non si raggiunge il numero minimo di partecipanti, la preiscrizione viene rimborsata per intero.
Chi può assistere alla serata finale? Le persone vicine alle partecipanti: amiche, amici, colleghe, colleghi, familiari, su invito.
Le trainer
Valentina Ferrari
Trainer, coach PCC ICF e team coach ACTC, Assessor Six Seconds intelligenza emotiva, trainer PNL Sistemica e counselor formatrice CNCP. Nasce professionalmente come attrice, dal 2003 affianca alla scena la formazione e la consulenza per importanti aziende italiane e multinazionali. È partner e docente senior di Modelli di Comunicazione.
Monica Faggiani
Psicologa, counselor teatrale, attrice, regista e formatrice. Come trainer lavora su soft skill e intelligenza emotiva, e dal 2025 insegna nel corso di HR Management dell’Università di Bergamo. Ha lavorato nei principali teatri italiani, scrive monologhi, pièce e stand-up, insegna scrittura creativa ed è socia fondatrice di Amleta, dove si occupa di rappresentazione del femminile oltre gli stereotipi.
Valentina e Monica sono anche compagne di scena: nell’autunno 2026 interpretano «La strana coppia», in versione tutta al femminile, al MTM Teatro di Milano.